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25 luglio 2017

"La Gemella Sbagliata" di Ann Morgan



Avevo in programma di leggere un po’ di thriller quest’estate così, non essendo amante di questo genere ma apprezzando qualche libro ogni tanto, mi sono fiondata in biblioteca e ho selezionato alcuni titoli che mi intrigavano parecchio.
Tra questi c’era anche La gemella sbagliata, un romanzo introspettivo, inquietante ed estremamente psicologico ma che non ha nulla a che fare con il thriller.
Ma andiamo con ordine e pian piano vi spiegherò perché questa storia non mi ha entusiasmato e mi ha lasciata svuotata e triste.

La nostra storia comincia con due gemelline di otto anni esteticamente identiche: Helen e Ellie. La prima è intelligente, scaltra, forte e dominante; la seconda è goffa, timida, debole e sottomessa.
La noia pervade ogni cosa e in una calda mattina d’estate Helen propone l’ennesimo gioco: scambiarsi i ruoli. Ellie partecipa sempre anche se molto spesso sono giochi crudeli nei suoi confronti ma questa volta la situazione si ribalta e la gemella timida riuscirà finalmente a dominare.
La mattinata scorre veloce con Ellie che si finge Helen e spadroneggia e Helen che fa le parti di Ellie e ride nel vedere le persone che le confondono ma, il gioco si trasforma ben presto in una trappola nella quale  Helen rimarrà completamente invischiata.
Infatti dopo una giornata di dominio Ellie non vuole più tornare nei suoi panni ma decide di rimanere in quelli di Helen, per la gemella inizierà un incubo senza fine che la farà sprofondare negli abissi della sofferenza
psicologica e fisica.
Ora vi starete chiedendo come può un semplice scambio fatto per gioco distruggere la vita di una bambina, vi starete domandando che razza di adulti circondavano queste due gemelle e che cavolo facevano mentre Helen distruggeva la propria vita con alcool, droga e violenza. Mah!
Proprio questo è il punto chiave del libro: la mancanza assoluta di punti di riferimento e un personaggio materno orribile e senza pietà.
Ebbene sì, quello che permette alle due bambine di proseguire in questo gioco perverso è proprio la madre: una donna dilaniata dal dolore per la morte del marito suicidatosi tre anni prima, una mamma che vaga per la casa come uno zombie e non ha nessun interesse per le proprie bambine tanto da non preoccuparsi nemmeno che abbiano da mangiare, una donna che ha una predilezione malata per Helen e denigra e maltratta Ellie con costanza, la umilia e insulta, la considera stupida e poco intelligente, in sostanza quando Ellie entra nei panni di Helen non solo conquista il potere all’interno del suo rapporto con Helen ma acquista in automatico l’amore della madre.
Quale bambina farebbe a meno delle attenzioni di una mamma che ti ha snobbato fino ad allora?
Si, perché se la “Mamma” fosse stata una madre normale che distribuisce il suo amore in modo onesto, che si prende cura di entrambe le figlie e le tratta in modo uguale il problema non ci sarebbe mai stato, Ellie non avrebbe dovuto rubare la vita di Helen per ottenere l’attenzione tanto desiderata.
Helen al contrario si trova invischiata nella vita della sorella e tutti i suoi tentativi di uscirne si concludono in un disastro, infatti Ellie era una bambina problematica, senza amici, seguita da una psicologa alla quale raccontava di voler essere la sorella e così ogni volta che Helen cerca di rivelare la verità la prendono per pazza e le dicono che non è corretto mentire, nessuno le crede e la sua frustrazione aumenta fino a farla esplodere in vere e proprie crisi di rabbia, distrugge tutto, diventa violenta e pian piano arriva a odiarsi e a considerarsi una nullità. Nessuno si interessa a lei e quindi non vale nulla, niente di lei conta quindi perché non buttarsi via con l’alcool, la droga, il sesso prematuro, la violenza e la depressione in un vortice che la porterà a toccare un fondo sempre più basso.
Il libro è scandito tra la Helen bambina che pian piano ci racconta cosa accade alla sua vita e la Helen adulta che deve fare i conti con il suo passato.
I capitoli dell’infanzia sono narrati in prima persona più o meno fino a metà libro poi il cambio è netto e dalla prima si passa alla seconda persona, questo stratagemma ci fa capire come Helen sia completamente estraniata da se stessa, alienata e scissa tra quello che è e quello che avrebbe dovuto essere.
È come se la ragazza si guardasse da fuori e ci raccontasse cosa le accade, con distacco e con tristezza, come se non le importasse nulla!

Perché tu non sei qui, questa è la verità.
Niente di tutto questo è reale.
Tu non esisti, quindi niente può toccarti: né il passato,
né il futuro, né gli uomini che ti pagano per inarcarti e torcersi sopra di te.
Sei fuori da tutto, fluttui in una fitta, bianca nebbia che
arriva a lambire i confini del mare.
Sei immune da tutto.
E ogni giorno lo dimostri a te stessa, rifiutandoti di lasciare il segno.

I capitoli del presente ci mostrano una Helen distrutta, alcolizzata e quasi senza tetto che vive in un limbo fatto di allucinazioni e voci crudeli.
La sua routine di degrado viene infranta quando la sorella finisce in coma dopo un incidente d’auto e il marito va a cercarla per aiutarlo a svegliarla.
Ma Helen scoprirà ben presto che le persone non sono cambiate, dopo anni la “Mamma” è ancora una donna orribile e capirà che lei non era l’unica a essere
psicologicamente disturbata, infatti la stessa Ellie immergendosi nella personalità di Helen ha dovuto rinunciare a se stessa e questo l’ha devastata.
In pratica il libro ci mette davanti un quadro di pazzia generale, un padre bipolare che si suicida, una madre sadica e senza equilibrio e due bambine psicotiche! Che dire!
Tutto ciò che è descritto in questo libro è desolante e deprimente, l’inquietudine che serpeggia nelle prime pagine lascia spazio a una leggera suspance psicologica che pian piano si esaurisce e diventa noia.
Ho fatto davvero fatica a finire questo romanzo che nelle ultime pagine mi ha letteralmente svuotata.
Ogni personaggio che Helen incontra è negativo, subdolo, freddo, calcolatore e crudele, ogni volta che sembra rialzarsi sprofonda ancora di più nell’abisso e tutto il libro è percorso da un senso di angoscia crescente.
Non amo queste letture così negative e giunta alla fine non ho avuto nessun sollievo, il finale non mi è piaciuto e lascia sopra ogni cosa l’amaro in bocca.
Credo che l’autrice sia riuscita a creare uno dei personaggi materni più brutti e cattivi della letteratura, una donna che è la causa e la rovina di queste bambine e che fino alla fine rimane fedele alla sua crudeltà e indifferenza.
Sarò banale ma preferisco libri più spensierati!

Valutazione
 



AUTRICE: Ann Morgan vive a Londra, dove collabora a giornali come il "Guardian", l'"Independent" e il "Financial Times" in qualità di freelance. Dopo il successo del blog in cui si riprometteva di leggere nel corso del 2012 un libro per ogni paese del mondo (ayearofreadingtheworld.com), ha pubblicato nel 2015 il suo primo libro, intitolato appunto Reading the World: Confessions of a Literary Explorer. La gemella sbagliata è il suo straordinario esordio nella narrativa, che ha colto di sorpresa critica e pubblico, è stato tra i thriller più premiati dell'anno in Inghilterra ed è in corso di traduzione in tutto il mondo.

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